Quanto un trattamento fisioterapico, una dieta o perfino un allenamento sono destinati a fallire?
- Silvia Zarroli

- 2 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 nov 2025
Quando il corpo è trattato come una macchina senza anima
La scienza ha dimostrato da decenni che dolore e movimento non sono mai solamente "fisici". Eppure, osteopatia, chiropratica e gran parte della fisioterapia continuano a operare come se il corpo fosse un sistema meccanico da riparare. Alcuni ignorano completamente il ruolo centrale del sistema nervoso, delle emozioni e dei processi cognitivi nella genesi del dolore cronico.
Il modello biomedico riduzionista, che tratta muscoli, ossa e articolazioni come pezzi staccati da una mente "inesistente", è scientificamente insostenibile.
Il dolore cronico è una risposta maladattiva del SNC (sistema nervoso centrale), non un semplice danno tissutale (Moseley & Butler, 2015).
La neuroplasticità alterata (Latremoliere & Woolf, 2009) dimostra che il dolore persiste anche quando il danno originale è guarito.
Stress, paura e aspettative negative amplificano il dolore attraverso l’attivazione dell’amigdala e della corteccia prefrontale (Bushnell et al., 2013).
Le esperienze passate restano nella memoria e influenzano il corpo. Abitudini alimentari consolidate e scorrette influenzano prima la mente, non solo il corpo.
Perché a volte la fisioterapia è insufficiente?
Molti professionisti non studiano neuroscienze e applicano protocolli standardizzati. Questi protocolli sono scientificamente validi, ma non funzionano per tutti.
Resistenza al cambiamento
Ammettere che la mente influisce sul corpo sminuirebbe l’illusione del "controllo tecnico" sul paziente.
Business del trattamento ripetitivo
Se il problema fosse veramente risolto in 10 sedute, o con una sola dieta, molti studi chiuderebbero. Diventa necessario che le persone comprendano la connessione mente-corpo e vengano educate a far si del bene!
Come migliorare la situazione?
Pain Neuroscience Education (PNE): Insegnare ai pazienti come il cervello genera dolore, genera benessere, riduce la paura e migliora gli outcome (Louw et al., 2016).
Terapia cognitivo-comportamentale (CBT): Modificare credenze disfunzionali per cambiare l’attivazione cerebrale (Seminowicz et al., 2013).
Mindfulness ed esperienza di controllo motorio: Riprogrammare la risposta del SNC senza manipolazioni passive, utilizzando allenamenti motivanti e musica che offra esperienze positive per la mente e per il corpo.
La verità che nessuno vuole sentire
Se il tuo terapista tratta ancora la tua lombalgia come un "blocco vertebrale" o la tua fibromialgia come un "problema di trigger points", sta lavorando su un modello morto.
Il dolore cronico e le abbuffate sono esperienze complesse, modulate da:
Emozioni (ansia, depressione, insoddisfazione)
Contesto sociale (lavoro, relazioni)
Memorie passate (traumi, precedenti esperienze di dolore)
Ignorare questi fattori significa condannare le persone a trattamenti inefficaci e frustrazione perpetua senza raggiungere mai risultati. Chi abbraccia l’approccio connessione mente-corpo avrà risultati veri.
Quindi, cosa fare?
Se sei un paziente o un atleta, cerca professionisti che parlino anche di cervello, non solo di corpi. Se sei un terapista, un esperto fitness o un personal trainer, smetti di manipolare solo i corpi e i pesi. Inizia a educare le menti.
Perché il vero miglioramento inizia quando smettiamo di fingere che il corpo sia scollegato da chi lo abita. Lo stesso vale per chi vuole seguire un’alimentazione sana e perseguire obiettivi fisici a lungo termine senza le scorciatoie e le comodità del business del mondo estetico.
Ci sono risultati veri e duraturi che costano molto meno e dipendono da abitudini sane. Riparti sempre dalla tua mente e non smettere mai il movimento. Anche i movimenti che sembrano più banali migliorano la connessione mente-corpo e il tuo benessere.

Vi aspetto in palestra. Apriamo un altro anno di lavoro insieme!
Silvia Zarroli
Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche

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